N'amahoro

Perché chi Ama, Nama!

Ascolta la Musica

Il Grande Ritorno!

Concerto per la Pace

Peace and Love 2026
Sabato 24 Gennaio 2026

Ore 21:00 - 23:00

Salone Parrocchia San Barnaba

Vi aspettiamo numerosi!

Focus: Voto in Myanmar. La pace è ancora lontana?

La Nostra Musica

Album "Grandi Laghi" - Un viaggio musicale per la pace

Grandi Laghi
Seleziona una canzone
N'amahoro
0:00 0:00

Tracklist - Grandi Laghi

  • 1 Ai Bai (Intro) --:--
  • 2 Ai Bai (Nuova Europa) --:--
  • 3 Oceano Mare --:--
  • 4 Birmania --:--
  • 5 Mexico City Blues --:--
  • 6 Herbie Nama --:--
  • 7 Speranza del Mattino (Algeria) --:--
  • 8 Milly Funky --:--
  • 9 Casa Dolce Rasa --:--
  • 10 N.P. (Nonviolenti per la Pace) --:--
  • 11 Cet Amour --:--

I Nostri Testi

Le parole che danno voce alla pace e alla fratellanza - Album "Grandi Laghi"

Ai Bai (Nuova Europa)

La nostra canzone storica, più che mai attuale perché denuncia bugie antiche come il mondo

Oceano Mare

Una canzone d'immenso amore.

Birmania

Noi stiamo dalla parte di chi soffre e reagisce con la nonviolenza, dalla parte di una donna che la rappresenta: Suu Kyi.

Mexico City Blues

Testo di J. Kerouac - Eterno bop, rumore come questo, parla illustra spiega e si eclissa.

Herbie Nama

Pace e Jazz.

Speranza del Mattino (Algeria)

Algeria: un Tibhirne (giardino) da coltivare per farvi crescere il frutto della speranza; più forti dell'odio.

Milly Funky

Andare, comunque devi oltre la nebbia seguendo la libertà dei passi funky. Una città da vivere.

Casa Dolce Rasa

Mai soli, Amore.

N.P. (Nonviolenti per la Pace)

La politica è una forma d'Amore. La nonviolenza la sua legge. Yo!

Cet Amour

Una canzone d'Amore.

Altri Brani

Infinitamente

Pue fantasia, spendida magia.

Zerozero

Una città sarà, di me e di te sarà.

Il Nostro Manifesto

Manifesto N'amahoro

La Nostra Storia

Fletto i muscoli e sono tra i Nama

Questa breve, ma veridica storia di uno dei gruppi più interessanti di questo secolo non è completa e, come tutte le storie, evidentemente soggettiva: proprio per questo piace.

Non ci siamo ritrovati per caso: almeno così è parso evidente quando Sama ha trovato il sacro Golosone, che ha dato a tutti noi un senso di pienezza, di soddisfazione: e con questo ho detto tutto, come dice De Filippo in 'Totò, Peppino e la malafemmina'.

Il desiderio di esprimere la propria gioia, la fratellanza, i grandi ideali attraverso la musica c'è stato sempre nell'oratorio s. Barnaba, culla di grandi artisti e splendidi fruitori: la nostra avventura nello specifico Nama nasce con un evento particolare che ci ha coinvolti totalmente.

Il rappresentante di spicco della musica gratense decide, in comune accordo con la moglie Sara, di partire in missione per il Burundi. Si ritrovano a vivere come coppia e poi come famiglia, in una delle situazioni umane più drammatiche, e ormai quasi archiviata dai media, di questi ultimi anni: il genocidio dei Grandi Laghi.

Massimo opera come medico e come costruttore di pace, insieme con Sara e poi anche Iche, chiedendo a noi innanzitutto di pregare (per chi non lo sapesse è nata così la preghiera semplice per la pace del venerdì sera, in contemporanea con quella della comunità cristiana di Mutoyi).

Cresce il desiderio di sensibilizzare la comunità, in particolare i giovani, circa questa situazione: idea geniale non originale... un concerto per la pace da fare nel mese della pace da un gruppo di pace per creare cultura di pace per gente...

Ci si mette subito all'opera: esattamente come in 'The Blues Brothers' cerchiamo di radunare la banda. Ne vien fuori un assortimento tale di tipi, gusti musicali, storie, caratteri... che ancor oggi è citato come esempio d'integrazione edenica fra le specii: Sama the voice, dj Fabulus, Nicola Police, il Maestro, dj Panino (il nucleo storico) e tanti altri.

Aggiungo qualcosa che non toglie nulla all'arcano ma che può aiutare ad affrontare la narrazione in forma più 'analitica'.

Iniziano le prove nel posto più freddo dall'era glaciale in qua: il salone, che oltre alla suddetta caratteristica permetteva uno splendido ascolto di ciò che avveniva sul palco in tutto il quartiere, regalando in compenso una pessima acustica all'interno. Ci si è mai arresi: qualcuno colto da follia passeggera ci narrava di aver percepito qualcosa che si avvicina all'idea di fonte di calore (vi posso garantire che erano solo fantasie...). Le cover fioccavano, via una sotto un'altra, tanto era lo stesso (il classico stile Nama), magari lunghe discussioni e prove per un passaggio (io dico, da profano, non molto decisivo) e nella sera del concerto ci si trovava a realizzare per la prima volta un pezzo; che simpatici mascalzoni.

Una sera né buia, né tempestosa ci ritroviamo in una ridente località, in un localino molto caratteristico: il Bahia (poi non ci siamo più andati, avendo scoperto quel gioiello che era il 'Ciao Maria'); eravamo in ricerca di un nome per il nostro gruppo, avendo scartato tutti quelli che ci avevano appioppato gli amici nei mesi precedenti... il concerto era alle porte.

Non so chi con un colpo d'estro chiede all'impavido cameriere: "Che nome daresti ad un gruppo musicale?". Risponde: "Ordinate la pizza che ci penzo... eppoi ve lo dico". A fine sera viene lì e ci dice a bruciapelo Nvbetols. "Come?". "Il nome del gruppo: Nuv Betols". "Guarda che un gruppo che si chiamava così già c'è stato (che ingenui, avevamo capito Scarafaggi)". In realtà voleva dire New People, nome che ci ha fatto schiattare dalle risate, molto anni '70, molto Austin Power e anche un po' In & Out, un vero precursore? Così ci chiamammo N'amahoro (cfr. allegato lettera Mutoyi 6/3/93) che in Kirundi, la lingua del Burundi, vuol dire 'pace a voi': e il nostro nome lo abbiamo vissuto creando una cultura di pace, scrivendo canzoni d'amore, canzoni che invitano alla socialità, alla politica, a non dimenticarsi della sofferenza che i conflitti affrontati con la violenza procurano soprattutto tra i più deboli. Ma soprattutto belle canzoni (lasciatecelo dire) perché la bellezza salverà il mondo.

Anni questi di piccoli successi e grandi soddisfazioni: non possiamo dimenticare i concerti arruffati alla scuola elementare Pescarenico, alla mitica performance alla festa diocesana della Caritas al Vismara con mamma Stefy, alle varie feste dell'oratorio e non, e soprattutto ai nostri concerti per la pace di gennaio: quante emozioni, quanto calore (del pubblico), quanti 'boh... proviamo... beh, non è andata poi così male... hai visto il video?... non è andata poi così bene...', e un sacco di gente che, grazie al loro buon cuore, mentendo ci diceva: "Siete stati favolosi, continuate così". Dovevate fermarci subito!

Questi ultimi concerti sono stati fatti per l'ospedale d'Ayamè, in Costa d'Avorio (acquistate i nostri portachiavi di bronzo fatti a mano da un'artista ivoriano, vi prego, sono troppo belli, n.d.r.), dove c'è Patty, la più persa delle nostre cantanti e musa evidente, costante, del nostro operato.

Ora, dopo magliette e portachiavi africani, il nostro prodotto più 'vivo': un cd-rom veramente zingaro, senza fissa dimora, che si muove tra suoni nazioni colori affetti così misteriosamente belli che ti viene da lodare Chi è all'origine d'ogni cosa: l'Amore.

Forse questa storia non è raccontata bene, mancano un sacco d'aneddoti, ma c'è tempo per scriverne una più completa, fatta dai volti della tribù Nama, tutti coloro che con la musica ritrovano lo spazio dell'incontro e non c'è più chi suona e chi ascolta ma solo un coccodrillo in bicicletta che serenamente saluta il nuovo millennio.

Uduh'ivyokurya bidukwiye uyu musi.

Panino.

N'amahoro - Concerto per la Pace 2000

Il gruppo al Concerto per la Pace - 2000

Reunion 2010

Il nostro ritorno sul palco - Una serata indimenticabile

Lettera da Mutoyi